Più che un tutorial, un’idea condivisa.

Il post di oggi parla di una sperimentazione un po’ così, che mi garba ma non mi soddisfa e di cui, tuttavia, voglio condividere la genesi, perchè credo possa essere uno spunto interessante da rielaborare non solo dalla sottoscritta ma, spero, dalle molte menti creative che passano di qui.
Voglio cominciare col dire, molto francamente, che non sempre tutto quel che faccio mi entusiasma anzi, a dirla tutta, quasi la metà dei gioielli che creo non arrivano nemmeno ad essere fotografati, perchè non mi convincono abbastanza. I gioielli che superano la mia censura non sempre li considero un punto d’arrivo ma, se sono almeno un buon inizio, mi regalo la possibilità di migliorarli. A volte quello che mi piace è la forma, l’estetica, a volte mi piacciono così tanto le soluzioni costruttive che ho studiato, da farmi soprassedere sul resto.
Quello che vi mostrerò oggi è un anello di cui mi piace l’estetica ma sulla cui struttura tornerò perchè, così com’è adesso, funziona poco.
Il punto di partenza sono i bottoni, mio grande amore, che da sempre costituiscono una pagina aperta del mio taccuino di invenzioni; trovo il bottone un oggetto così piacevole da non resistere alla tentazione di farlo diventare un gioiello. Immaginate quindi cosa può passarmi per la testa quando mi ritrovo fra le mani degli splendidi bottoni di ceramica raku, realizzati a mano e acquistati nel meraviglioso borgo di Pitigliano.
Un bel bottone non può che diventare un anello! E così, scelti i mie tre piccoli tesori, non mi resta che sperimentare qualche forma che possa valorizzarli.

Qui il racconto per immagini della nascita dell’anello numero uno. L’idea è quella di creare due basi, una in rame ed una in argento, alle quali agganciare, separatamente, il bottone ed il gambo dell’anello; le due basi vengono poi unite insieme, usando la montatura della parte superiore; è questo un metodo che ho già usato su altri anelli e che, sicuramente, merita di essere testato e migliorato anche per i bottoni.

Buona visione e, per chi ne avesse voglia, buona sperimentazione!