Il colore verde

collana in argento e pietreLavorare con le pietre, con il vetro, coi metalli, esserne affascinata è, per me, una delle molte forme attraverso cui si manifesta la mia attrazione verso il colore. Nei gioielli il colore diventa forma e materia, un connubio perfetto. E’ per questo motivo che, molto tempo fa, decisi di scrivere una serie di post sui colori; il primo scritto riguardava il colore blu, il secondo il colore rosso, il post di oggi è quindi dedicato al colore verde, il più instabile chimicamente e simbolicamente, quello a cui più di tutti, attraverso i secoli, sono stati attribuiti i più svariati significati.
Per le civiltà più antiche il verde, colore della natura che rinasce, divenne simbolo di fertilità e prosperità; le parole con cui veniva nominato questo colore erano, in effetti, i nomi delle piante che di questo colore apparivano, così che il concetto del colore era un tutt’uno con l’oggetto. Da simbolo di vita, il verde divenne poi, nell’antico Egitto, con il culto  di Osiride, simbolo di rinnovamento, abbondanza e resurrezione; il dio, in numerose pitture, appare con le carni completamente verdi. Le cose e gli oggetti verdi vengono considerati portatori di magia positiva ed è questo il motivo per cui sono numerosissimi i talismani con pietre di questo colore: smeraldi, malachite, feldspati.
Nei secoli successivi, in Occidente, il verde, forse a causa della sua instabilità chimica e della difficoltà a prepararne una tinta persistente, inizia ad essere associato a ciò che è instabile e mutevole; il colore preparato con i prodotti vegetali scolorisce, cambia aspetto, quello preparato col verderame è pericoloso, tossico. Il verde è un colore sfuggente e durante tutto il corso del Medioevo, quel Medioevo in cui si mescolano magia, alchimia e religione, esso diviene il colore del caso, del gioco, del destino. A partire dal XVI secolo, i tappeti delle sale da gioco, saranno verdi; da questo momento in poi l’ambivalenza è completa: il verde è il colore della buona e della cattiva sorte insieme e diviene il colore della speranza, probabilmente quel sentimento che anima chi si affida all’instabile dea Fortuna. Il denaro, la banca e la finanza che, in fondo, null’altro sono che una forma estremamente rischiosa di gioco d’azzardo, saranno d’ora in poi associati al colore verde e le prime banconote del dollaro, stampate alla fine del XVIII secolo, saranno verdi.
Qualcosa però, dell’antica simbologia Egizia e Romana, ancora resta in questo colore e così, forse a causa del fatto che la medicina e i farmaci sono preparati attingendo al mondo vegetale, le croci delle botteghe dei farmacisti, nella seconda metà del XIX secolo, diverranno sempre più spesso di colore verde, il verde delle piante, della linfa vitale, il virdis latino. Da qui, durante il corso del XX secolo e fino ad oggi, il passaggio verso l’associazione con la pulizia prima e con l’ecologia poi, verso i partiti verdi, verso le associazioni che lottano per l’ecologia, in una bizzarra contrapposizione di contrari che, in fondo, sembra essere il filo conduttore che attraversa la storia di questo colore: il caso e la scienza, il denaro e l’ecologia, la malasorte e la vita.

Bibliografia

Lia Luzzatto e Renata Pompas, “Il significato dei colori nelle civiltà antiche” (Milano,Tascabili Bompiani, 2001)
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Michel Pastoureau e Simmonet Dominique, “Il piccolo libro dei colori” (Milano, Ponte alle grazie, 2006)

Michel Pastoreau, “I colori del nostro tempo” (Milano, Ponte alle grazie, 2007)