Orecchini a Lobo (Umarell ?)

Ci sono gioielli che sembra impossibile poter realizzare senza utilizzare la saldatura e gli orecchini a lobo sono sicuramente fra questi.
Impossibile, che parola puntigliosa: non si può, dice; anche, forse, dice che non va bene, che non è concesso; mette un fermo, una barriera, uno stop. Ma io sono come gli umarell (non sapete chi sono gli umarell? Impossbile!) e le barriere mi incuriosiscono: cosa ci sarà lì dietro da scoprire, da osservare? Lavori in corso, idee, progetti, creazione.
Dietro l’impossibile eventualità di fissare un perno senza saldarlo ci sono io, che mi diverto a sperimentare ed il perno lo incastro, come sempre, a modo mio, se no che Ornamenti Sperimentali sarebbero?

(Lo so…avrei dovuto ritagliare le fotografie per far risaltare gli orecchini e non lasciarmi tentare dal mostrare la mia bella Modella di cartone ma che volete farci? Mi piace così tanto!)

Masquerade

Non so più dire quante volte l’ho scritto, detto, pensato: fotografare i gioielli è veramente difficile! Se scorrerete all’indietro le pagine del blog potrete avere un’idea di quanti tentativi, esperimenti e cambiamenti io abbia fatto, nel corso degli anni, sulle fotografie. Da qualche mese mi diverto a scattare foto con l’aiuto di manichini e supporti ma, fino ad oggi, non avevo trovato nulla di soddisfacente per gli orecchini poi, stamattina, mettendo in ordine per un altro progetto, ho trovato questa maschera di cartone e ho avuto un’illuminazione!
Queste sono le prime fotografie che ho scattato, per capire meglio come sfruttare questa idea.

Un diamante è per sempre

Finalmente era arrivato il grande giorno: oggi Lui le avrebbe chiesto di sposarla. Che emozione, non vedeva l’ora! Aveva sempre adorato quel momento unico in cui Lui la guardava con occhi incantati, il mento più saldo, visibilmente concentrato per la consapevolezza che il momento era speciale, uno di quelli che segnano per sempre una linea di confine fra il Prima ed il Dopo. Le piaceva l’idea di essere, ancora una volta, quella linea che divide la vita di qualcun altro; pensò con meraviglia che lei era davvero una creatura indimenticabile.
Si guardò allo specchio giubilante, battè le mani, gioendo come una bimba, saltellando anche, allegra come una danza. Facendo tintinnare la lunga catena che portava al collo, accarezzandone ogni anello con affetto, la infilò sotto la camicetta, sistemò il trucco, pettinò con cura i capelli e continuò a vestirsi. Voleva essere bella, bellissima, la più speciale delle future spose, per Lui, perché il ricordo di quel momento fosse eterno.
Alle sue spalle, pronte per la partenza, le valigie, in borsetta il biglietto del treno.
Sospiró, in attesa che il campanello squillasse, impaziente: avrebbero cenato nel loro ristorante preferito, lei avrebbe scelto il dolce, lui avrebbe ordinato il vino giusto e, commosso, avrebbe infilato al suo dito l’anello, carico della più sincera delle promesse. Chissà quale aveva scelto? Chissà se aveva optato, quasi come tutti gli altri, per un diamante solitario, commoventemente simbolico o magari, come pochi, aveva voluto qualcosa di più innovativo? I diamanti le piacevano molto ma non disdegnava cambiare genere ogni tanto; la lunga catena, sotto la camicetta, sembrò emanare un piacevole tepore e le ricordò che questo era davvero un Lui speciale: la chiedeva in sposa nel giorno del suo compleanno.
Il fatto che fosse molto romantico le era piaciuto moltissimo perché infrangere il cuore di uomini gretti era poco gratificante; questo Lui, invece, ne era certa, avrebbe sofferto a lungo per il suo abbandono e questo la riempiva di orgoglio per l’ennesimo lavoro ben fatto: le sue sorelle sarebbero state soddisfatte di lei e ben presto la sua catena di trofei sarebbe stata completa.