Il Laboratorio

CiclaminoLo studio è una piccola piccola cameretta, una soffittuccia luminosa e assolutamente bohemienne. Qui, ascoltando buona musica, lavoro alle mie perle di vetro, ai progetti per anelli, alla costruzione delle collane, dei bracciali, degli orecchini, qui fotografo le mie creazioni e scrivo i miei articoli.
Visto il lavoro che faccio, la luce è assolutamente fondamentale: per osservare le pietre, valutare gli accostamenti di colore sul vetro, fotografare, lavorare l’argento; lo studio è quindi tutto bianco e pieno di lampade, faretti, neon e, meravigliosa, la mia finestrella sui tetti di Milano.
Oggi c’è il sole e lavorare con la luce invernale è piacevole anche se, lo confesso, l’atmosfera nordica della scorsa settimana, quando ha nevicato, era magica davvero: il bianco della neve sul tetto qui davanti si rifletteva nella stanza e sembrava quasi che il tempo si stesse fermando. La prossima volta, anzichè guardare solamente, scatterò un paio di foto; per oggi “posto” il mio ciclamino rosa fucsia, regalo di due cari amici.
Il primo arrivato qui è stato il banco da orafo, senza il quale è impossibile lavorare ad un gioiello: si tratta di un tavolo alto circa 90 cm che ha una caratteristica rientranza, pensata per poter avere maggior libertà di movimento con seghetto, trapano, saldatore; il piano superiore è in acciaio, resistente ad acidi e fiamma, l’illuminazione è garantita da due lampade a braccio; il cassettone serve a raccogliere e recuperare i resti di lavorazione. farettoDi solito non è così in disordine ma, quando lavoro (siamo vicino a Natale, quindi lavoro lavoro lavoro), ho bisogno di avere sotto mano attrezzi, pietre, schizzi, appunti e così…Insomma, c’è un pò di caos, ma è caos creativo!banco da orafocannello
Accanto al banco c’è una libreria dove appoggiare scatole, attrezzi, libri, light box e mille altre cose. Nell’angolo opposto il lavandino verde, con il mio portasapone a forma di omino, dove ci sono il sapone per sgrassare gli oggetti dopo averli lucidati con pasta rossa e gialla, il bruciaessenze, le ciotole per mettere a bagno le perle e la cassettiera con stracci e spazzole.
A gennaio invece è arrivato il Mapp gas, per creare le perle veneziane (perle a lume). Il procedimento è, dal punto di vista teorico, molto semplice: si tratta di fondere il vetro e, avvolgendolo su un ago d’acciaio isolato con pasta argillosa, dar forma alla perla; il vetro si presenta sotto forma di bacchette di vetro multicolore che, una volta fuse, possono essere mescolate e servono per comporre forme e fantasie di colore. Ovviamente la teoria e la pratica si discostano notevolmente l’una dall’altra! Come a dire che, per allestire una cena, basta mettere gli ingredienti nella pentola; va da sè che creare perle è un’arte e ci sono trucchi, tecniche e segreti in quantità da apprendere con la pratica e la sperimentazione.vetro
Io sono autodidatta e studio su libri, dispense di artisti internazionali e video didattici col dichiarato intento di imparare a dominare il vetro per renderlo scultura e gioiello.
Lo studiolo è tutto qui, è quel che ho descritto e fotografato; di quel che qui nasce e prende forma trovate notizie tutto attorno, nel blog.

Buon divertimento!

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