Tubazzi!

Una delle mie costanti ricerche è quella di creare e re-inventare elementi d’argento che ritmino, nelle collane soprattutto, il gioco dei colori di perle a lume e pietre. Dopo le bacchettine martellate, i cavatelli, le molle ed i cerchi legati, ecco ora una nuova passione: i tubi in argento, realizzati a mano, tutti differenti ed irregolari; “tubazzi”, tubi un po’ pazzi o, se volete, tubi da strapazzo.

A me diverte molto crearli e li trovo perfetti sia per le collane Filastrocca che per i girocolli con pietre dure.

Il processo per realizzare questi elementi d’argento è piuttosto semplice, richiede pazienza ma non è complicato. Se volete cimentarvi nell’impresa o se siete curiose di sapere “come si fa”, ecco un breve riassunto fotografico della nascita di un “tuBaZzo!”.

T u B a z Z o !

tubazzo 1Il punto di partenza per realizzare i tubazzi è la lastra d’argento. Lo spessore deve essere minimo; io sono partita da una lastra dello spessore di 0.5 mm e l’ho lavorata con il laminatoio fino a raggiungere 0.2 mm tubazzo 2Lamina che ti lamina che ti lamina, la lastra si assottiglia. Se la lastra dovesse indurirsi è necessario scaldarla fino al rosso per poter continuare la lavorazione. tubazzo 3Una volta ottenuta la lastra del giusto spessore, si procede a dar forma ai tubi. Qui io mi sono costruita una sorta di imbutitoio: ho inciso su un tassello di legno una scanalatura mezza tonda e ho usato un cacciavite come elemento di contrasto.
tubazzo 4Con l’aiuto di un martello di legno, ho formato il mio tubo; la limatura e la lucidatura sono poi le operazioni di finitura. tubazzo 5Per ottenere tubi di un diametro minore e di una lunghezza inferiore ho anche provato ad usare una pinza a becchi tondi. Il risultato non è niente male e le operazioni sono molto più veloci. tubazzo 6Ed ecco qui: dopo tanto paziente lavoro, i TubaZzi sono finiti! Pronti per diventare una collana.

collana Filastrocca con TubaZzi in argento e perle a lumeCollana Filastrocca con TubazZi in argento e perle a lume.

Un indirizzario e qualche storia colorata

la mappa non è il territorioPrima di scrivere questo post sono stata a lungo indecisa se pubblicarlo o meno; o meglio: mentro lo pensavo, mi domandavo se valesse la pena scriverlo, visto che ero in dubbio se avesse senso pubblicare o meno una cosa del genere. Anche se mi capita abbastanza spesso di rispondere ad e-mail di colleghe creative che mi chiedono consigli su dove acquistare i materiali o seguire corsi, non riuscivo a decidermi: molti dei luoghi e dei siti dove acquisto vendono solo a chi ha una partita iva o hanno minimi d’acquisto da grossisti ma, mi sono detta, se io lo scrivo chiaramente, poi ognuno troverà il modo di arrangiarsi, magari creando gruppi d’acquisto per ovviare agli eventuali inconvenienti di cui sopra.

Ecco dunque un piccolo indirizzario che spero possa esservi utile nei vostri percorsi creativi e, se creative non siete, potrete comunque divertirvi a leggere le traversie di un’ artigiana amante dello shopping! I luoghi fisici che vi citerò sono riferiti alla città di Milano che offre di tutto per gioiellari ed affini; alcuni vendono anche on-line ma, se ne avete la possibilità, è sicuramente meglio una visita di persona.

L’ordine in cui vado a segnalarvi i vari indirizzi è un po’ casuale un po’ storico: un misto fra come-mi-viene-in-mente ed il mio percorso personale di creatrice di gioielli.

Il primo luogo dove ho acquistato materiali per creare collane, il luogo in cui sono rinata alla mia passione prima e assoluta è Maver, in via Mazzucotelli 8 a Milano. Vi ho linkato la pagina di Facebook che, a dire il vero, è davvero poco aggiornata ma contiene indirizzo e numeri di telefono così che possiate verificare orari ed indirizzo. Sono diversi anni che non mi reco più qui ma credo sia ancora aperto e, se lo fosse, vi consiglio assolutamente una visita; qui compravo delle bellissime perle di vetro, un assortimento vastissimo ed in continua evoluzione, minuteria di buona qualità e, sopratutto, il miglior cotone cerato che possiate immaginare: creavo allora, nel lontano 2004, collane di corda e perle di vetro, la cui grande dannazione era il filo che si sfilacciava continuamente, tutto e sempre, tranne il cotone cerato di Maver. Fatemi sapere se lo conoscete e, se è ancora aperto, confermatemi se ne vale ancora, davvero, la pena!

perle a lumeSaltando di palo in frasca ma non troppo, restiamo infatti in tema vetro-e-prime-volte, vi segnalo Hobbyland. Qui comperai il mio primo kit per la creazione delle perle a lume; mi recai di persona al negozio, accompagnata da un amico e, dopo aver girovagato per tutto il magazzino, passai all’azione! Correva l’anno 2007 e quello fu il primo di numerosi acquisti, in seguito più che altro on-line, di vetri, mandrini e del mio concentratore d’ossigeno. Al di là dei sentimentalismi passiamo alle notizie pratiche: l’assortimento è notevole, non solo per quanto riguarda la lavorazione del vetro, e viene incrementato costantemente; i prezzi non sono fra i più bassi sul web ma, considerando che spesso, per avere lo stesso prodotto da altri paesi, europei e non, tocca aspettare corrieri, dogane, dazi e chi più ne ha aggiunga pure, io ho quasi sempre scelto di comperare qui quello che mi serviva per la creazione delle perle.

Se siete dei creatori incalliti di perle a lume o degli ossessivi compulsivi come la sottoscritta, potete rivolgervi, per l’acquisto delle bacchette di vetro, alla Effetre di Murano. Non ricordo più se vendessero solo a titolari di partita iva ma mi par di ricordare che no, non ci fosse questo vincolo; sicuramente, questo lo ricordo, ci sono listini differenti a seconda delle quantità di vetro ordinate. Non sto nemmeno a dirvelo quale possa essere la meraviglia di aprire un enorme scatolone gigante e vedersi apparire sotto il naso metri e metri di splendido vetro veneziano, non ve lo sto a raccontare perchè vi tedierei troppo comunque sappiate che è una gioia sfrenata!

banco perleCirca l’acquisto di attrezzature per lavorare il metallo, Milano offre luoghi storici come Dal Trozzo e Di Maio , in pieno centro oppure, ed è qui che io avevo acquistato il banco da orafo e tutti i miei primi attrezzi, Pelusi, a Novate Milanese. Il servizio clienti, val la pena spenderci qualche parola, io lo avevo trovato molto diverso fra i tre; sono passati anni, è vero, quindi prendete questo mio ricordo per quello che vale, non molto: i primi due li ho frequentati molto poco, infastidita dagli sguardi alteri ed altezzosi, del terzo ricordo con grande simpatia tutti i consigli regalati generosamente ad una novellina curiosa.
I prodotti, in tutti e tre i posti, sono di qualità elevata, si tratta infatti di attrezzature professionali ed i prezzi sono spesso alti, più di quelli che troverete nei negozi on-line che vi indicherò fra poco. Vale la pena spendere di più? Sì e no, dipende dal tipo di lavoro che dovete eseguire. Se siete alle prime armi evitate di spendere troppo, in generale, perchè, comunque, finchè i movimenti sono un po’ sgraziati, e se lavorate il metallo sapete di cosa parlo, ha poco senso maneggiare attrezzature costose che finirete comunque col rovinare; se lavorate materiali molto duri, come il rame, comperate lime e seghetti più economici per i lavori di sgrossatura e riservate l’acquisto di attrezzi migliori per le rifiniture. Se state cercando delle pinze ecco, qui non lesinate, le pinze sono fondamentali e quelle di scarsa qualità si rovinano in fretta, rendendo il lavoro inutilmente faticoso. Tutto ciò che è invece spina per anelli, martelli, punzoni, spazzole e via così, comperatelo dagli Stati Uniti: costa molto meno, anche considerati i dazi e la dogana, ed è di pari qualità.

Stati Uniti d’America: il paradiso dei gioiellari, degli orafi e di tutti i creativi alla ricerca di attrezzature. Il mio unico e solo consigli è Etsy! Ci sono tantissimi negozi che vendono attrezzature di tutti i tipi, di tutte le qualità e di tutti i prezzi: navigate, esplorate, sbizzarritevi! Io, se può essere utile, ho sempre acquistato da TDSonlinestore e mi sono sempre trovata bene.

Circa le attrezzature aggiungo solo un’ ultima specifica, chiestami di recente da un’artigiana di Torino: laminatoio. Attrezzo meraviglioso, imponente e costoso. I negozi di cui sopra, Dal Trozzo, Di Maio, Pelusi, li vendono e sono di ottima qualità ma, come scrivevo, si tratta di laminatoi di grandi dimensioni e molto costosi. Il mio consiglio è quello di cercare in rete del buon usato, magari da qualche laboratorio orafo che ha chiuso, se navigate su ebay non è difficile trovare delle inserzioni o delle aste. L’alternativa, ma non ho provato di persona quindi non posso dare informazioni precise, è cercare on-line, digitando rolling mill: si trovano laminatoi di piccole dimensioni e dal prezzo contenuto che sono sicuramente più abbordabili degli attrezzi nuovi venduti in Italia.

Passiamo ora al capitolo materiali d’uso. La domanda che mi fanno più spesso è: dove si compra l’argento in lastra? Gli orafi che hanno la fortuna di avere un laboratorio completo preparano la lastra da sè, esistono invece tutta una moltitudine di artigiani, fra cui la sottoscritta che, sebbene abbiano imparato a scuola come si fonde e lamina una lastra, (ecco, quasi dimenticavo, dopo vi scrivo anche della scuola orafa!) la comprano, per svariate ragioni, già fatta. I miei indirizzi sono questi: 8853 e Pasternak ; in entrambi potete ordinare filo e lastra di svariati spessori e diametri. Il primo si trova a Milano ed il servizio clienti è pensato per grandi aziende e per quantitativi imponenti, i piccoletti come me vengono un po’ snobbati; non troppo ma un po’ sì. Il secondo è il sito di un’azienda israeliana che spedisce in tutto il mondo, ha prodotti ottimi ed un servizio clienti eccezionale; unico neo, motivo per il quale mi trovo spesso a rivestire il ruolo della cliente piccola e trascurata facendo gli ordini qui a Milano, è la dogana italiana. Il pacchetto, preparato da Pasternak a tempo di record, viene spedito gratuitamente con corriere e arriva in Italia in due/tre giorni, la dogana lo ferma, lo tiene fermo, lo tiene ancora fermo, passa una settimana, forse vi hanno calcolato il dazio, passa qualche giorno e forse vi calcoleranno l’iva, forse vi avviseranno che il pacchetto sta per essere rispedito, passati altri giorni incaricheranno un corriere, a carico vostro e, finalmente, avrete il vostro pacchetto: dopo tre settimane di fermo, un dazio di circa il 5%, l’iva al 22% e 20€ di corriere italiano. Uno strazio. Vedete voi cosa provare: o l’ebbrezza del servizio clienti milanese, generalmente imbruttito, o la magia dell’attesa doganale. L’argento costa caro, soprattutto psicologicamente parlando!

UnisexGrazie al cielo tutti gli altri metalli sono venduti da una persona speciale e l’acquisto non comporta nessuno stress: andate serene e fidatevi di Artigianando. Rame, ottone, similoro, lastra, filo. Ci trovate un po’ tutto quello che occorre, i prezzi sono onesti e le spedizioni veloci.

Pietre. Sull’acquisto pietre sono molto legata alla città di Milano, ai suoi negozi fisici intendo dire, ma spero di potervi comunque essere utile anche se leggete da luoghi lontani da qui. Come detto poco sopra, Milano offre davvero tutto quello che un artigiano orafo o gioiellaro  possa desiderare ed ovviamente le pietre non fanno eccezione. Scrivo, tengo a precisarlo, senza pretesa alcuna e descrivo quella che è la mia personale conoscenza per il tipo di materiale che preferisco: le pietre forate. Chi dice pietre forate qui fra i polentoni, dice via Settembrini. Da ormai diversi anni questa è la zona dei negozi di indiani, cingalesi, pakistani, che vendono, all’ingrosso ed al dettaglio, pietre montate, gioielli finiti e fili di pietre da montare. Si va dalle qualità e dai prezzi più bassi a pietre di ottima qualità, la scelta è pressochè illimitata e, una volta trovato il vostro venditore preferito, dovrete solo capire quanto margine di contrattazione avete. Alcuni consigli: le pietre sono (quasi sempre) autentiche e, se chiederete informazioni circa i trattamenti, la qualità e la provenienza, vi risponderanno in maniera onesta quindi non fatevi problemi a chiedere! Attenzione particolare, il quasi sempre di prima, quello fra parentesi, a turchese, spesso si tratta di imitazioni che nemmeno il venditore sa riconoscere, giada, corallo.

SolitariSe l’idea di contrattare non vi piace molto e se volete acquistare qualche pezzo davvero particolare, vi consiglio una gita in Brianza, da Didoni, potete acquistare gioielli finiti, pietre sfuse o fili, le ragazze sono davvero gentili e l’ambiente molto raffinato. I prezzi sono onesti e c’è una scelta di pietre tagliate in modo irregolare che non troverete in altri posti, Didoni, infatti, è specializzato nel taglio prima ancora che nella vendita. Se avete voglia di sfidarvi e divertirvi tenete d’occhio il loro concorso ArteinPietra e approfittate dell’occasione per visitare il laboratorio dove tagliano il materiale: uno spettacolo!

Ultima ma non ultima, visto che durante l’ultima visita ci ho speso quello che non si può raccontare, consiglio una visita alla Fiera di Milano: in particolare al Macef ed al Chibi. Qui, se riuscirete ad evitare di svuotarvi le tasche come se non ci fosse un domani, cosa che, inevitabilmente, vi costringerebbe a stritolarvi il cuore nei rimorsi e nei sensi di colpa perchè avete sforato il budget di un anno intero, potrete godere di meraviglie una dopo l’altra e, se volete realmente lustrarvi gli occhi, vi consiglio una passeggiata fra gli stand partenopei e dintorni: cammei, turchese e corallo come mai li avete visti prima. Un’esplosione, letteralmente, di bellezza, fantasia, maestria.

Per quanto riguarda le pietre e le perle di vetro, faccio un salto indietro nel tempo e cambio completamente atmosfera, segnalandovi un luogo davvero storico di Milano: African Oriental Craft. Fosse anche solo per l’atmosfera, se vi capita, passateci, è vicinissimo alla fermata della metropolitana verde di Gioia, alle spalle dei nuovi grattacieli di piazza Gae Aulenti; il tuffo nel passato o, forse, in una dimensione parallela, vi stordirà un po’ ma ne vale la pena. I prezzi sono buoni sì e no, dipende da cosa volete acquistare, ed in mezzo a molte cianfrusaglie, si scovano pezzi davvero notevoli.

Da ultimo, per quante me lo hanno chiesto, vi linko nuovamente il sito della Scuola orafa Ambrosiana, dove ho frequentato il corso di oreficeria ed il seminario di gemmologia e dove ho imparato tutto quello che mi serviva per iniziare la mia avventura.

Un anello in argento con labradorite: tutorial

Gli anelli sono sicuramente fra i miei gioielli preferiti e, avendo scelto di lavorare senza usare saldature, sono anche una delle sfide più divertenti che affronto poichè, in questo modo, creare castoni diventa piuttosto complesso.
Altra grande sfida è riuscire ad ideare una montatura che permetta di creare pezzi unici, che così tanto amo ma che, allo stesso tempo, permetta di avere un’eventuale possibilità di adattare la misura; problema la cui soluzione potrebbe essere quella di slegare gambo e corpo dell’anello, come in questo progetto.
Intento ardimentoso? Un pochino, lo ammetto. Ma senza qualche difficoltà sarebbe altrettanto divertente?

L’anello di oggi è realizzato a partire da un cabochon di labradorite dalle dimensioni importanti e dal taglio irregolare. La montatura è realizzata in due parti: una che avvolge la pietra e l’altra su cui si aggancia il gambo; le due parti sono legate insieme da delle “ali” ricavate dalla prima metà della costruzione. I materiali scelti, che possono essere variati a piacere, sono: una lastra d’argento ed una di rame dello spessore di 0.5 mm e, per la realizzazione, occorre avere dimestichezza con gli strumenti base dell’oreficeria: seghetto, lima e martello.


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*La prima fase del lavoro consiste nel tracciare sul metallo la sagoma della pietra, usando una punta in acciaio che lasci un segno sottile, preciso e visibile. La sagoma va riportata sia sulla lastra d’argento che su quella di rame.
*Dopo avere tracciato questa prima sagoma sull’argento, occorre decidere e disegnare le volute che tratterranno la pietra. Io ho scelto di realizzare un disegno a mano libera per accentuare l’irregolarità del taglio della labradorite; nel caso di cabochon più uniformi o geometrici è possibile realizzare la sagoma utilizzando un compasso.
*Si procede ora a ritagliare la sagoma in argento, partendo dalla linea esterna e procedendo poi con tutte le linee interne, dopo aver praticato i fori necessari al taglio col seghetto. Una volta terminato il taglio delle linee della montatura, si procede anche a ritagliare la parte più interna della base. Tutte le linee d’intaglio vanno poi rifinite con la lima.
*La sagoma sul rame non richiede invece alcun elemento sporgente e può essere ritagliata così come è stata tracciata. Una volta eseguito il taglio si tratta la superficie con un motivo decorativo a scelta; io qui ho scurito il metallo sulla fiamma e ho decorato la superficie con una punta in acciaio creando una sorta di “grattuggia”.
*La montatura per la pietra è terminata e si può passare a lavorare sul gambo dell’anello. Dopo aver realizzato, con la lamina in argento, il gambo vero e proprio, si praticano sulla base di rame due tagli paralleli, lunghi quanto l’altezza della striscia d’argento e larghi quanto il suo spessore. Per calcolare la misura corretta occorre aggiungere alla lunghezza prescelta 1 cm circa. A questo punto si forgia il gambo con la spina per anelli ed il martello in legno, si piegano le due estremità e le si introduce nelle aperture praticate precedentemente, si conclude poi piegando la lastra d’argento verso l’esterno.
*Ecco ora la parte più delicata del lavoro: chiudere la nostra montatura sopra la pietra e farvi aderire il metallo affinchè la tenga ferma. Io ho qui usato un piccolo martello ed un brunitoio in acciaio, per spingere il metallo contro la pietra sino a bloccarla.
*Una volta terminata questa parte è possibile concludere l’anello inserendo la base di rame con il gambo sulla parte sottostante la pietra, fissandola ad essa con le ali d’argento ricavate grazie al precedente lavoro d’intaglio.
*Infine si procede ad eventuali limature e ad un’ultima lucidatura.