It’s a fish world

Come nella miglior tradizione italiana, s’approfitta dell’estate e delle vacanze per riproporre le puntate precedenti.
A me, a dire il vero, le repliche garbano poco e come potrebbe essere altrimenti? Una creatrice di pezzi unici non può amare le ripetizioni però, e questo sì, assolutamente mi appartiene, sono una nostalgica e, quando metto ordine, immancabilmente, mi lascio andare alla melancolia.

Riordino le fotografie dei gioielli nati negli ultimi mesi e mi soffermo su tutte: sui gioielli che non venderò perchè sono prototipi, su quelli che hanno già trovato la loro via, su quelli che amo di più. Una volta terminata la nostalgia presente mi tuffo a capofitto nel passato, cercando quel tal gioiello e scartabellando nel mio disordine alla ricerca di un pezzo che, porca vacca, avrei dovuto fotografare meglio. Poi, sarà l’aria d’estate o il fatto che ci sono appena ricascata, che ne ho appena creati altri due, ma mi vien voglia di cercare i miei pesciolini.Il pesce è uno dei miei temi preferiti; lineare ma sufficientemente articolato da consentire variazioni sul tema e stilizzazioni pressochè infinite, mi mette sempre allegria e quindi, per oggi, ecco una piccola galleria di tutti, o quesi i miei pesci perchè, ovvio, alcuni avrei dovuto fotografarli meglio!
 
 

 

Solo per oggi

Oggi, viste le ingenerose previsioni del tempo, avevo deciso di dedicare la giornata a caricare nello shop tutti (o quasi tutti ! ) i gioielli che ancora non avevo fotografato, descritto ed illustrato. Ho aperto il cassetto, contato i gioielli, fra cui diverse paia di orecchini, ho guardato fuori dalla finestra e, anzichè pioggia, vento e tempesta, ho visto il sole. Un’inaspettata giornata di sole, in una primavera che definire uggiosa è, decisamente, riduttivo.

Cosa faccio? resto in laboratorio, faccio tutte le fotografie e pubblico tutte le inserzioni o m’invento una soluzione veloce che mi permetta di lavorare senza perdere queste poche ore di bel tempo?

Ho pensato che, per ora, questa è un’ottima idea: orecchini con perle a lume, realizzati in argento, rame ed ottone, dal prezzo variabile fra i 25 ed i 15 €, saranno in vendita, solo per oggi, fino alle ore 24.00 del 1 maggio 2013, ad un prezzo unico di 15€.

Gli orecchini hanno una lunghezza variabile fra i 5 e gli 8 cm, un peso minimo di 8 gr l’uno ed uno  massimo di 13 gr l’uno.

La spedizione verrà effettuata, a mio carico, con Posta Prioritaria per 1 paio di orecchini e con Posta Raccomandata 1 per acquisti multipli.

Per l’acquisto è sufficiente inviarmi una mail, lasciare un commento sotto questo articolo o lasciare un commento sulla pagina Facebook; nel caso di sovrapposizioni varrà la prima prenotazione in ordine di tempo.

Tutti gli orecchini non venduti oggi saranno disponibili nello shop nei prossimi giorni.




Lampworking Saturday


occhiali al didimio

cannello per la lavorazione a lume

concentratore d’ossigeno
Lungi da me l’idea di scrivere o pubblicare un tutorial sulla creazione delle perle a lume che, da autodidatta quale sono, mi sentirei molto a disagio, mi piace però l’idea di mostrarvi alcune immagini del “come si fa”.
La lavorazione al lume è di origini molto antiche ed ha un fascino particolarissimo poichè, diversamente da quasi tutte le altre arti creative, non prevede che si manipoli direttamente la materia da creare, tutto avviene con l’ausilio del fuoco e si lavora quindi con strumenti che ad esso permettano di accostarsi. Gli occhiali, che proteggono gli occhi dal bagliore, i mandrini d’acciaio, su cui si avvolge la massa vetrosa, il cannello a gas ed il concentratore ad ossigeno, per produrre la fiamma, le palette d’ottone, gli spilloni, le spatole, per formare perle e decorazioni.
La distanza che si crea con la materia da manipolare aggiunge difficoltà e magia alla lavorazione: il vetro fuso si muove sulla fiamma e se ne indovina la viscosità dal peso, il mandrino ruota lento e pinze, piani isolati, forme d’ottone, aiutano la mano a dar forma a ciò cui il fuoco restituisce movimento; il colore del vetro, osservato attraverso gli occhiali e la fiamma, appare come un’unica, incandescente ed uniforme massa rossiccia ed il risultato finale, su cui saranno intervenuti ossigeno e calore, è sempre una piccola sorpresa. Ogni canna di vetro poi, a contatto con la fiamma, si comporta diversamente poichè i colori sono ottenuti per combinazioni minerali ed ogni minerale reagisce a sua volta con vetro e calore: il vetro bianco si scioglie in fretta, si muove veloce; il vetro rosa scoppia, scheggia, resiste alla fiamma; il nero di muove lento, indolente e così via, ogni canna di vetro ha una sua anima, che s’impara a comprendere solo con la pratica.
Dare forma al vetro fuso è un gioco d’equilibrio, un’alchimia fra il colore capriccioso sulla fiamma e la forza di gravità, che trascina il peso della materia verso la terra; forze fisiche conosciute solo per sentito dire acquistano un significato preciso e, finalmente, capisci cos’è la forza centrifuga e come la velocità di rotazione possa fare la sua parte su quella materia che vorresti sferica e diventa invece un disco penzolante da una parte. Ma è sufficiente ancora un po’ di calore, rallentare, osservare, dosare i movimenti ed ecco che il vetro comincia a cedere, a prendere la sua nuova forma.
Applicare le decorazioni, fili sottili, piccole punte, fiori e, per i maestri più capaci, ogni genere di meraviglia sottomarina ed ultraterrena che la fantasia e l’abilità consentano d’immaginare, è un momento speciale, dove tutta la maestria e la difficoltà si concentrano in momenti brevi, in cui non c’è spazio per l’errore.
Terminato il lavoro non posso fare a meno di stupirmi di come la mano di un essere umano, la mia mano, possa arrivare a produrre tutto questo e non posso che propormi di continuare a studiare, cercare, provare, con la voglia di arrivare, un giorno, a poter creare anch’io perle meravigliose come quelle degli artisti che considero miei maestri e di cui trovate qui alcune delle mie opere preferite.

mandrini in acciaio

canne in vetro di Murano

Fiamma data da gas ed ossigeno

si scalda e fonde il vetro

si avvolge il vetro fuso sul mandrino

si scalda e si aggiunge vetro

si dà forma alla perla

si perfeziona la forma sferica

si applicano le decorazioni

si amalgamano le decorazioni

la perla è pronta

perla decorata “mina vagante”