Una storia Sperimentale: l’eccezionale Quotidiano

Io lo so che spesso, quando parlo di gioielli, parlo d’altro e lo so che, forse, dovrei farlo meno. Perchè la vita è piena di mille cose ed ognuno di noi rincorre i giorni cercando di afferrare ciò che può e, a volte, distrarsi troppo in luoghi inaspettati, può non essere quello che cerchiamo. M’immagino che, insomma, se si vuol guardar gioielli, può essere poco interessante leggere le elucubrazioni esistenziali di chi li crea; però stavolta, stavolta si parla di voi, che state dall’altra parte di questo schermo, di voi che mi leggete e che, domenica scorsa, siete venute e venuti a posare per me, a dar vita ai miei gioielli. Insomma, stavolta ve la siete cercata e io sono così contenta che l’abbiate fatto da non potermi esimere dallo scrivere ancora una volta, di quel qualcosa d’altro che i miei gioielli si portano dietro.
Sperimentale Quotidiano è un progetto che desidero realizzare da sempre, da quando ho iniziato a creare gioielli e a vederli indossati. Ho sempre pensato agli Ornamenti Sperimentali come ad un modo per trasmettere qualcosa, gioielli pensati per essere indossati da persone normali, tutti i giorni, mentre si districano fra un impiccio ed una gioia, fra un dolore ed una rinascita; ho sempre pensato a queste mie creazioni come ad un’idea che diventa forma e materia, un’idea piena di luce perchè, nonostante tutto, nonostante la vita sia spesso piena d’ombre, non posso, non ho mai potuto pensare che non ne vale la pena. Questi gioielli, andando ben oltre quello che mi aspettavo potesse accadere, mi hanno regalato ogni giorno la prova che la mia convinzione non è poi così campata per aria e ieri, dopo aver visto i ritratti scattati da Floriana, ho capito due cose: la prima è che seguo la mia direzione, la strada giusta per me, la seconda che ho sempre sbagliato a pensare che gli Ornamenti Sperimentali fossero nati per persone normali.
Gli Ornamenti Sperimentali sono indossati da persone eccezionali.
La galleria dei ritratti mi ha commossa: splendide persone che hanno giocato con me e Floriana, che ci hanno regalato i loro volti ed i loro sorrisi, che hanno condiviso il loro tempo con noi. Persone eccezionali con la loro vita dipinta sul volto ed un sorriso che si apre per quei gioielli che tanto amo creare e condividere.

Come ho scritto ieri sulla pagina di Facebook: scusate la spremuta di cuore ma, porca vacca, quando ci vuole ci vuole!

La bulla

La scorsa primavera, visitando una mostra a Palazzo Reale, a Milano, ebbi modo di ammirare un gioiello che non avevo mai visto e di cui non conoscevo nulla: una bulla romana in oro e pietre preziose, una piccola meraviglia che, (come poteva non accadere?), mi affascinò molto e di cui ho studiato una mia personale versione. Al di là dell’uso fattone nell’antichità, di cui scriverò a breve, quello che mi ha colpita nella forma di questo gioiello, è stata la sua dimensione assolutamente geometrica, dal volume nettamente definito: una sezione di cilindro cava, dalle linee essenziali e versatili, un gioiello che ben si presta ad essere realizzato senza l’ausilio di saldature. Dopo una prima bulla in argento e rame, dal disegno molto semplice, ho creato diversi gioielli e diverse variazioni sul tema ed ora che la bulla è divenuto una costante fra le mie creazioni, è venuto il momento di una presentazione ufficiale.

Una bulla molto simile a quella di cui mi sono innamorata potete trovarla su questa pagina di Wikipedia ma, va da sè, la fotografia non rende molto l’idea di quanto sia bella vista dal vivo.
Come ho scoperto in seguito, cercando informazioni in rete, si trattava, nell’antica Roma, di un amuleto, probabilmente di derivazione etrusca, che deve il suo nome alla forma cava e bombata, ispirata probabilmente ad un certo tipo di conchiglie, che ricordavano le bolle d’acqua. L’uso prevalente era quello di monile destinato ai figli maschi che la indossavano a partire dal nono giorno dopo la nascita e fino all’ingresso nell’età adulta; spesso, all’interno del piccolo gioiello, erano posti oggetti portafortuna che potessero proteggere il fanciullo dal malocchio. I materiali variavano a seconda delle possibilità economiche e del ceto di appartenenza: dall’oro al piombo, dalla corda alla pelle.
In età adulta la bulla era invece destinata solo a pochi nobili, di rango molto elevato che la usavano, ancora una volta, come amuleto contro l’invidia. In questi casi il gioiello diveniva prezioso ed elaborato, realizzato in oro e decorato da pietre preziose, e vi venivano generalmente incise scritte propiziatorie o celebrative.

I riferimenti on-line da cui ho tratto le informazioni di cui sopra:
http://www.treccani.it/enciclopedia/bulla_%28Enciclopedia-Italiana%29/
http://it.wikipedia.org/wiki/Bulla_%28amuleto%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_%28moglie_di_Onorio%29

Tutti i gioielli fotografati sono Ornamenti Sperimentali, moderne bulle decorative realizzate in argento, rame, similoro; le incisioni sono realizzate tramite incisione, battitura e laminatoio.

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"Serendipity", bulla in argento e similoro con goccia di cristallo di rocca; motivi decorativi realizzati a laminatoio.
"Another happy day", bulla in argento, rame, similoro, decorata differentemente sui due lati.
"Amor vincit omnia", bulla in argento, rame, tormalina e quarzo rosa.
"Swirl", bulla in rame e argento con crisoprasio, turchese e tormalina verde.

Il colore Blu

Sky fall, pendente in argento con lapislazzuli e sodalite. 

Quando, all’inizio dell’estate, inizia a leggere i primi libri sul colore, con l’intento di documentarmi per scrivere un post in materia, avevo immaginato si trattasse di un campo vasto e complesso ma, francamente, non pensavo potesse esserlo fino a tal punto. La storia del colore, i simbolismi, i significati attribuitivi da diverse culture ed ancora, la psicologia che ne studia gli effetti e le influenze, l’uso nel marketing e nella comunicazione; insomma: un mare magnum in cui esistono svariati punti di vista, infinite informazioni, concetti complessi da capire e soprattutto, per quanto concerne il mio intento iniziale, tante e tali dissertazioni negli ambiti più disparati da rendere davvero difficile operare una sintesi soddisfacente.
Tanto per cominciare credo sia meglio saltare a piè pari tutto quel che riguarda il “cosa” sia il colore: immersi dalla nascita in un mondo colorato, se siamo chiamati a dire o capire cosa il colore sia, ci troviamo impreparati ed ora, dopo aver letto diverse informazioni sull’argomento, ho compreso perchè. Il colore è rifrazione della luce nell’arcobaleno ma anche assorbimento della luce che dipende dalla chimica di una sostanza; il colore è enigma linguistico tale che, in alcune lingue slave sino al linguaggio ainu del lontano Giappone, l’azzurro ed il giallo sono classificati insieme; il colore è oggetto di speculazioni opposte ed inavvicinabili se per Aristotele “Perfino i colori più belli, sparsi a casaccio, non riescono a dilettare l’occhio umano quanto una semplice figura disegnata su uno sfondo bianco” ma, secoli dopo, per Paul Cezanne “ll disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso”. Ho deciso quindi di cavarmi dall’impiccio di parlare di “cosa” sia il colore lasciando a voi l’incombenza di soddisfare la curiosità che gli spunti di cui sopra abbiano fatto nascere e per la quale fornisco volentieri, in fondo a questa pagina, una breve bibliografia dei testi che ho letto io.
Una volta superato lo scoglio delle definizioni tecniche, in maniera bizzarra, lo ammetto, ma in qualche modo dovevo pur cercare di non tediarvi fino all’abbandono della lettura, passero’ a parlare, in differenti post, dei singoli colori, con particolare attenzione a come si presentano fra le gemme. Il colore di oggi, o meglio il gruppo di colori, primo perchè mio preferito da sempre, è il blu, declinato in tutte le varianti possibili nel mondo delle pietre. Le informazioni che ho selezionato le ho scelte in base alla mia curiosità personale e le illustrazioni sono tutte di gioielli di mia creazione.

In passato, con buona approssimazione sino alla fine dell’Ottocento, ogni colore veniva investito, nelle varie culture ed epoche storiche, di numerosi significati simbolici ed il suo utilizzo, in ogni campo dell’esistenza o dell’arte, era da questa attribuzione condizionato ma, grazie al progressivo slegarsi della scienza dalla magia e dalla religione e con l’avvento dei moderni studi sulla percezione e sulla psicologia, anche i colori hanno iniziato ad essere studiati ed usati in modo differente.

Tenera è la notte, girocollo in argento e lapislazzuli

In particolare, per quanto riguarda la psicologia dei colori, sono fondamentali gli studi di Max Luscher, che spiega: “La sensazione delle note cromatiche viene percepita con grande precisione, in modo del tutto simile a quelle musicali. Come ogni mezza nota produce un effetto percettibilmente chiaro, allo stesso modo anche ogni colore suscita una sensazione ben definita.” Ecco perchè possiamo oggi affermare che i colori hanno una loro valenza oggettiva sull’animo umano, sfruttata negli ambiti più disparati, ed è poi la predisposizione soggettiva di ognuno a collocarli su una scala di gradimento tutta personale.
La cosa che più mi ha stupita del mio amato blu è che, più che per ogni altro colore, si avvicinano molto quelli che sono i suoi significati simbolici a quelli che sono gli effetti sull’animo umano. Il blu, colore del cielo, spazio fisico ed esperienza comune all’intera umanità, ha sempre simboleggiato l’eternità, la divinità, l’infinito; dall’antico Egitto alle civiltà Mesopotamiche e per tutti i popoli medio-orientali, lapislazzuli e turchesi, pietre del colore del cielo, hanno rivestito un’ importanza fondamentale ed hanno sempre avuto un valore molto elevato. In epoche successive il blu oltremare, colore costosissimo ricavato da pigmenti minerali, veniva usato per dipingere il mantello della Madonna sia perchè considerato colore spirituale sia perchè segno concreto della ricchezza del committente.
Oggi sappiamo che, a livello psicologico, “il blu scuro (…) rappresenta la perfetta calma. La contemplazione di questo colore ha un effetto pacificante sul sistema nervoso centrale. Il blu è la lealtà e corrisponde alla profondità dei sentimenti. Il blu, come sensibilità rilassata, è un requisito che sta per l’empatia, per l’esperienza estetica e per l’acutezza meditativa (…). Ha una considerevole profondità e purezza. E la soddisfazione piena di benedizioni dei più alti ideali dell’umanità, dell’unità, una unione con Gea, la madre-terra. E’ il vero, la fiducia, l’amore, la dedizione, la resa e la devozione.” (Max Luscher)

Le pietre di colore azzurro e blu sono numerosissime e, quasi sempre, vengono loro attribuite proprietà riconducibili sia ai significati simbolici che agli effetti sulla psiche: l’acquamarina regalerebbe serenità, l’amazzonite sollievo, il calcedonio calma, il lapislazzuli favorirebbe la comunicazione profonda, la sodalite la saggezza, il turchese il pensiero elevato, il topazio migliorerebbe la chiarezza mentale. Sicuramente il blu è uno dei colori più amati e sfruttati dai tecnici della comunicazione che lo usano per trasmettere fiducia e serenità all’interlocutore. A me incanta, per descriverne la magia, questo verso di Luis Vidales: “Se vuoi sognare e hai bisogno di un tonico, rovescia la coppa del cielo e beviti l’azzurro!”


Bibliografia 

Philip Ball, “Colore, una biografia” (Milano, Rcs, 2001)

Lia Luzzatto e Renata Pompas, “Il significato dei colori nelle civiltà antiche” (Milano,Tascabili Bompiani, 2001)

Max Luscher, “Il test dei colori, diagnostica e terapia” (Roma, Armando, 1997)